Il 17 e 18 Maggio 2008, la Banda Civica prenderà parte, nella veste di invitata d'onore, al Festival Musicale che si terrà a Magenta in Francia, dando così il la al gemellaggio con la Musique Municipale de Magenta e l'Hamonie de chemins de fer d'Epernay.
 

 

 

 

La prima attività artistica ebbe inizio nel lontano anno 1899 presso le officine delle ferrovie. In quell'anno venne fondata una corale formata da operai delle stesse ferrovie, che sino al 1912 si distinse in numerosi concerti che riscossero sempre molti consensi sia tra i cittadini che tra la critica della carta stampata. Nelle sue esibizioni era d'abitudine che la Società Corale venisse accompagnata, sia dall'orchestra municipale sia dall'orchestra sinfonica e lirica chiamata "Camélia". L'Eclaireur de l'Est, quotidiano in voga nel 1927 annunciò nella sua edizione del 5 ottobre la nascita dell'harmonie des chemins de fer d'Epernay che venne posta sotto il patronato del sotto-prefetto e del sindaco di Epernay.

Risale a quell'epoca la nomina a maestro del Signor Jean RENY  (foto), che nonostante la giovane età, aveva solo 21 anni, intraprese  un progetto di grande importanza. Infatti egli si propose di creare un insieme orchestrale di grande qualità. Fu così che sotto la sua direzione di formò un orchestra di 80 elementi.

I primi successi non si fecero attendere. Nel 1928 l'orchestra prese parte ad un concorso internazionale organizzato a St Nazaire. Il giovane direttore, condusse i suoi musicisti al massimo della gloria. Infatti l'orchestra ottenne dalla giuria il primo premio della prima divisione, prima sezione, mentre un premio d'eccellenza venne attribuito al sax contralto solista, signor André Jubréaux. Un anno dopo, nel 1929, vennero poi istituiti presso le officine delle ferrovie, e sotto la direzione del signor Jubréaux i primi corsi di solfeggio, per giovani operai, affinché si garantisse il buon livello qualitativo della compagine orchestrale.

A quella felice interpretazione ne fecero seguito molte altre, soprattutto in collaborazione con famosi cantati lirici dell'epoca. Nel 1930 l'orchestra poteva contare sul ragguardevole numero di 75 musicisti, che seppero ancora una volta distinguersi, vincendo il primo premio, al concorso organizzato a St Pierre d'Oléron nel 1932. All'apice ormai della propria fama l'orchestra nel 1937 fu toccata da un terribile lutto, la morte del maestro Jean RENY (foto) che lascerà la prestigiosa direzione alla sola età di 31 anni.

 

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Ai piedi degli ultimi contrafforti della montagna di Reims, attiguo ad Epernay c'è un villagio " Dizy". Ed è a questo villaggio che Magenta deve la sua esistenza.

Siamo all'incirca nell'anno 1850, quando vengono erette alcune abitazioni tra il ponte di Dizy e il ponte sulla Marna.Questo piccolo gruppo di case di campagna prese il nomignolo di ''Poterie''.

Sul registro delle delibere del Consiglio Comunale di Dizy sessione del Novembre 1859, si prese in considerazione di dare un nome ufficiale a quel piccolo agglomerato di abitazioni rurali, che nonostante la modesta popolazione, si contavano meno di 100 abitanti, risultava in continuo aumento. 

Come appellativo toponomastico venne allora conferito il nome di '' MAGENTA '', il quale ricordava i gloriosi fatti d'armi che videro protagonisti le truppe francesi nella campagna d'Italia. 

Fu infatti in quell'anno che sotto gli ordini e il comando del "Grande e Magnanimo Principe che governerà la Francia con tanta abilità", venne condotta la Battaglia di Magenta, con la vittoria delle truppe di Mac Mahon ( 4 giugno 1859 ). 

Da quel momento nacque così il Comune di Dizy-Magenta in luogo di Dizy la Rivière.

E' invece del Marzo del 1965 la separazione amichevole dei due Comuni, e la definitiva nascita del Comune di Magenta.

 

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La Marna (Marne) è un dipartimento francese della regione Champagne-Ardenne. Confina con i dipartimenti dell'Aisne a nord-ovest, delle Ardenne a nord, della Mosa ad est, dell'Alta Marna a sud-est, dell'Aube a sud e di Senna e Marna a sud-ovest.

Le principali città, oltre al capoluogo Châlons-en-Champagne, sono Épernay, Reims, Sainte-Menehould, Vitry-le-François e Sézanne. 

Epernay.

Situata nel cuore dei vigneti, dotata di un carattere prettamente provinciale e ricca di parchi e giardini, Epernay compete con Reims come capitale del re dei vini. Le grandi case produttrici di champagne di questa città costituiscono la sua maggiore attrazione. Chilometri e chilometri di cantine (caves), dove vengono fatti invecchiare milioni di bottiglie di champagne, sono stati ricavati nel terreno calcareo su cui sorge Epernay. 

Delle maggiori case vinicole, la Moët & Chandon è la maggiore e quella dotata delle cantine più vaste: oltre 27 chilometri di gallerie.

 

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Lo champagne è prodotto nel territorio viticolo più settentrionale della Francia, ed in particolare nelle seguenti zone (come stabilito dalla legge 22 luglio 1927), Montagne di Reims (dipartimento della Marna). Le colline, principalmente esposte a Sud, sono caratterizzate da terreni gessosi che assicurano un ottimo drenaggio ed il cui colore chiaro riflette intensamente i raggi del sole. Il vitigno predominante è il pinot noir. 

Nelle cantine (caves) delle montagne di Reims riposano degli champagnes rinomati per la potenza, la struttura e la nobiltà; Valle della Marna (Marna ed Aisne). Le colline sono caratterizzate da terreni argillosi e calcarei, a tendenza marnosa. Il vitigno principale è il pinot meunier. 

Gli champagnes della valle della Marne, grazie alla loro grande varietà, possiedono un seducente bouquet fruttato ed un'elevata morbidezza; Côte des blancs (Marna); il vitigno principale è lo chardonnay, l'unica uva a bacca bianca autorizzata per la produzione dello champagne. I terreni, gessosi, assicurano elevate riserve d'acqua e di calore del sottosuolo. 

La Côte des Blancs dà vita a champagnes pregiati, caratterizzati da vivacità e carattere, e dagli aromi leggeri e delicati, simboli di finezza ed eleganza; Vigne dell'Aube, Bar-sur-Aube, Bar-sur-Seine (dipartimento dell'Aube): nei terreni gessosi a tendenza marnosa il vitigno principale è il pinot noir. Gli champagnes della Côte des Bar sono vini di carattere, rotondi e dagli aromi complessi.

Con una superficie vitata di circa 24.000 ettari, il territorio viticolo dello Champagne è il meno esteso e il più settentrionale della Francia. Le più grandi cantine dello Champagne si trovano a Épernay e a Reims.

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Lo champagne è uno dei pochi vini ai quali sia stato attribuito un inventore, l'abate benedettino Dom Pérignon, anche se esistono varie versioni sulla sua origine.

I vini della regione della Champagne erano conosciuti fin dal medioevo; venivano prodotti principalmente dai monaci delle numerose abbazie presenti nella regione, che lo usavano come vino da messa. 

Ma anche i regnanti francesi apprezzavano molto questi vini, fini e leggeri, tanto da offrirli in segno di omaggio agli altri regnanti europei. Si trattava però principalmente di vini fermi, quindi senza spuma, e rossi. 

Le guerre ed i saccheggi che nel 1600 devastarono la regione, causarono la distruzione e l'abbandono delle abbazie e dei conventi, e quindi il decadimento delle annesse vigne.
Intorno al 1670 Pierre Pérignon, giovane frate benedettino, giunse all'abbazia d'Hautvillers, vicino Épernay, con l'incarico di tesoriere; egli trovò il convento, e le vigne, in uno stato di totale abbandono, e si adoperò per rimetterle in sesto.

Il suo lavoro fu indirizzato principalmente alla produzione del vino; da perfezionista qual era, si applicò alla selezione delle uve migliori (la sua scelta cadde sul pinot noir), al privilegiare i terreni più vocati alla produzione, ad affinare le tecniche del taglio dei vini (assemblaggio di uve dello stesso tipo provenienti da zone diverse), ed a preferire una spremitura dolce per ottenere un mosto chiaro anche se da uve a bacca nera (tutte tecniche caratteristiche ancora oggi della produzione dello champagne).

Rimane il dubbio sulla genesi della trasformazione del vino fermo in vino spumante.

Una versione afferma che lo champagne sia nato casualmente per errore durante il processo di vinificazione di alcuni vini bianchi; tale errore avrebbe causato lo scoppio di alcune bottiglie poste ad affinare in cantina, e quindi portato alla scoperta da parte dell'abate della "presa di spuma". Un'altra versione afferma che l'abate, per rendere più gradevole il vino prodotto, vi aggiungesse in primavera dei fiori di pesco e dello zucchero, tappando successivamente la bottiglia con tappi di legno di forma tronco-conica; allo stappare della bottiglia si produceva della spuma.

Un'ulteriore versione afferma che i viticultori che usavano vinificare le uve di pinot si fossero resi conto che il vino ottenuto invecchiava male nelle botti, per cui decisero di imbottigliarlo subito dopo la fermentazione; nelle bottiglie questo vino conservava efficacemente gli aromi, ma aveva il difetto di diventare naturalmente spumante, il che comportava lo scoppio di molte bottiglie.

Quale che sia la versione, l'abate arrivò alla conclusione che la spuma fosse dovuta ad una rifermentazione (dovuta o ad errori nella vinificazione, o all'aggiunta di lieviti - contenuti nei fiori di pesco - e di zucchero) del vino, con conseguente produzione di anidride carbonica. A questo punto, resosi conto della gradevolezza del vino "spumante", decise di perfezionarne la produzione. 

Messe da parte le versioni più o meno romanzate, i veri grandi meriti di Dom Pérignon nell'evoluzione della tecnica di produzione dello champagne furono quelli di definire il vitigno più adatto (il pinot noir), di applicare metodicamente la tecnica dell'assemblaggio, e di sostituire i tappi di legno a forma tronco-conica usati fino ad allora con tappi di sughero, ancorati al collo della bottiglia per mezzo di una gabbietta metallica.

Da quel momento in poi anche altri proprietari di vigne della zona iniziarono a produrre il vino seguendo le indicazioni dell'abate, ed i nuovi produttori contribuirono all'affinamento ed al miglioramento della tecnica di produzione dello champagne. 

Ad esempio il problema della formazione di un deposito nelle bottiglie durante la permanenza in cantina per la seconda fermentazione (la cosiddetta feccia) fu risolto dai tecnici dell'azienda di Barbe Nicole Ponsardin, vedova Clicquot (la famosa "Veuve Clicquot"). 

La crescita della popolarità dello champagne ha portato alla nascita di aneddoti e leggende difficilmente verificabili, quali il fatto che Dom Pérignon fosse un esperto assaggiatore di vini (in realtà egli era astemio ma, essendo anche vegetariano, era un eccellente assaggiatore di uve), la confessione in punto di morte da parte di Dom Pérignon della ricetta segreta dello champagne (non di ricetta si trattava, ma soltanto dell'indicazione di aggiungere al vino zucchero e miscela di liquori), il fatto che la forma del bicchiere a coppa in cui veniva servito fosse stata modellata sulla forma - considerata perfetta - del seno di Madame de Pompadour, ed altre ancora.

 Rimane il fatto che lo champagne è un vino la cui notorietà è diffusa in tutto il mondo, ed il cui uso ha assunto valenza simbolica in varie situazioni (basti pensare al varo delle navi, alle premiazioni delle gare automobilistiche e ciclistiche ed in generale a tutte le celebrazioni di eventi particolarmente importanti).

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Tutte le immagini di questa galleria fotografica sono state messe gentilmente a disposizione dalla Musique Municipale de Magenta e dall'Harmonie des Chemins de Fer d'Epernay, 
che sentitamente ringraziamo per la preziosa collaborazione. 

In particolare la nostra gratitudine va alle Direttrici Marjorie Muller e Pascale Herr, 
per il fattivo e continuo contributo prestato. 

 

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In questa sezione sono ospitati i video che ritraggono i componenti della Musique Municipale de Magenta e dell'Harmonie des Chemins de fer, mentre realizzano tutte le decorazioni che serviranno ad abbellire le abitazioni di Magenta nel corso del Festival Intercantonale che si terrà a 
Magenta (Francia) dal 17 al 18 maggio 2008.


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